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venerdì 9 settembre 2011

Proprietà intellettuale: la Ue propone sistema flessibile.

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Nuove guidelines dalla Ue sulla tutela dei diritti di proprietà intellettuale. In occasione di una conferenza, che s’è tenuta a Bruxelles, il Commissario per il Commercio internazionale e IPR, Karel De Gucht, nel proprio intervento ha sottolineato l’impegno della Commissione per la crescita economica e l’occupazione sul mercato interno ed esterno alla Ue.
Un elevato sistema di protezione della proprietà intellettuale è condizione essenziale per un'economia basata sulla conoscenza, come quella della Ue, e sulla tutela e promozione dei talenti.
L'importanza degli IPR è evidenziata da alcuni dati: nel 2009, il valore dei primi dieci brand nei paesi Ue è stato pari al 9% del PIL. Nel 2006 l'industria creativa basata sul copyright, come software, libri, quotidiani, musica e film, ha contribuito al 3,3% del PIL Ue e ha rappresentato circa 1,4 milioni di PMI con 8,5 milioni di posti di lavoro.

Per De Gucht abbiamo bisogno di regole che promuovano l'innovazione e non la inibiscano. In questo senso, ha citato il lavoro del Commissario Ue Michel Barnier che ha avviato la revisione della materia e, con una Comunicazione del maggio scorso, ha introdotto importanti modifiche.
Tra le altre cose, il brevetto unico della Ue, la revisione delle norme Ue sui marchi volta a semplificare la procedura di registrazione e le procedure doganali. Ma anche il riesame della Direttiva IPR Enforcement del 2004 per migliorare l'applicazione dei diritti di proprietà intellettuale in ambito digitale e affrontare i problemi causati da differenti normative all'interno dei Paesi Ue.

Tutto questo consentirà di beneficiare di un mercato interno più armonizzato e favorirà le relazioni con i Paesi terzi a cui si potrà chiedere la collaborazione per la tutela dei diritti di proprietà intellettuale.

Secondo le nostre previsioni, ha aggiunto il Commissario Ue, il 90% della crescita mondiale nei prossimi 5 anni si registrerà nei Paesi emergenti. Questo offre enormi opportunità per le imprese europee, ma al tempo stesso rappresenta una sfida importante che richiede una strategia di successo per investimenti in marketing, innovazione e aggiornamento tecnologico. Per essere più competitive e difendere la loro leadership, le imprese europee dovranno essere in grado di usare gli input provenienti dal mercato interno ma anche dai Paesi extraeuropei, senza correre il rischio di violazione dei loro IPR.

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